Fondamentalmente sono solo minchiate …. ma adesso su Wordpress :-)


 

4 giugno, ultimo giorno di scuola, accompagno la piccola alla scuola materna e mi fermo per assistere alla recita di fine anno insieme agli altri genitori.

Prima di iniziare con lo spettacolo le maestre precisano che non si tratta della recita di fine anno ma bensì della realizzazione del progetto scolastico, nella mia testa penso “Consala comu vò ma sempre cucuzza resta!” (trad. dal siciliano: Chiamala come vuoi ma il concetto rimane sempre lo stesso).

Negli ultimi anni in questo senso ho assistito spesso al progressivo aumento delle seghe mentali degli italiani. Così è accaduto che il bidello si incazza a morte se lo chiami bidello perché vuole essere chiamato “Collaboratore scolastico”, lo spazzino lo devi chiamare “Operatore ecologico” con l’esclusione della campania dove ha ormai preso il nome di “Operatore mitologico” in quanto sembra più una figura leggendaria che esisteva in tempi remotissimi. Ma alla fine in qualsiasi modo tu li possa chiamare il concetto resta sempre lo stesso, anche nella parola “spazzino” non vedo nulla di degradante anzi conosco un migliaio di persone che pur di avere un posto da spazzino farebbero carte false.

Ma torniamo a noi, la recita comincia, inizia la rappresentazione di “Pinocchio” di Carlo Collodi.

Si apre il sipario

Geppetto costruisce un burattino da un ciocco di legno per farsi compagnia, improvvisamente il burattino prende vita e Geppetto diventa padre (che culo! Già non aveva un euro e il ciocco di legno glielo ha prestato mastro ciliegio, ora ha anche un’altra bocca da sfamare. E non ha neanche copulato per averlo!!!).

Pinocchio inizia la sua vita da bambino dando delle belle soddisfazioni a suo padre, non va a scuola e bighellona tutto il giorno frequentando i delinquenti della zona.

Fin qui tutto normale, poi improvvisamente….

 

Pinocchio decide di marinare la scuola per andare a teatro dove incontra: Arlecchino, la befana, una principessa di un regno non specificato, l’uomo ragno…

 

… e, dulcis in fundo, PULCINELLA!

Pulcinella invita Pinocchio a seguirlo nel suo paese e ovviamente il burattino accetta. Arrivato a napoli Pinocchio si trova in mezzo alla monnezza e chiede a pulcinella “Ma cosa sta succedendo qui?” (Io l’ho percepito interiormente come uno scanditissimo “Ma dove MINCHIA mi hai portato!”)

Pulcinella risponde “Vabbuò! E camm’a fa !?!” (risponde veramente così)

E Pinocchio “Dovete fare la raccolta differenziata”, arriva la fata turchina che dice a pulcinella “Pinocchio ha ragione, dovete cominciare a fare la raccolta differenziata”

Canzoncina finale e fine della recita.

Sipario.

Considerazioni: Ma ste maestre moderne che caspita si fumano?

Certo il fatto che un bambino di merda, nel senso comportamentale, come Pinocchio spieghi a pulcinella come si debbano comportare i napoletani per risolvere l’emergenza rifiuti la dice proprio lunga su questo popolo. Io considero tutto questo come una specie di lapsus freudiano.

Devo anche ammettere che il finale così improvviso mi ha spiazzato, ci sarà una continuazione? Chi lo sa. In ogni caso il finale è aperto, vi elenco un paio di finali che sono scaturiti da una discussione avuta con Slapsmaelus:

-         Dopo che Pinocchio dice che a napoli bisogna fare la differenziata Pulcinella lo afferra e lo infila in una macchina che ne ricava un sacchetto di trucioli dopodichè lo getta nel contenitore per la raccolta del legno.

Le alternative sullo stesso tema sono migliaia tra le quali si citano

-         Pinocchio diventa sindaco di Napoli o governatore della regione campania;

-         La camorra sequestra Geppetto e Pinocchio da allora si fa i cazzi suoi;

-         Pulcinella lo afferra e gli da fuoco cominciando a correre per le strade di napoli incendiando tutti i cumuli di immondizia che trova per le strade;

-         Pinocchio dice la fatidica frase e improvvisamente pulcinella si toglie la maschera svelando la sua misteriosa identità…

…. In verità si tratta del presidente napolitano che comincia a inveire su Pinocchio (che dovrebbe essere fiorentino) ricordandogli che i rifiuti vengono dal nord e quindi è anche colpa sua se napoli è ridotta così. In alternativa potrebbe arrivare la fata turchina che trasforma pinocchio in calderoli che con fare sornione esordisce dicendo “terun!” a napolitano….


 … attendo con trepidazione l’eventuale seguito!!!

brrrrrrr rabbrividiamo!

 

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Commenti su: "La recita di fine anno alla scuola materna tra colpi di scena e uso di sostanze psicotrope." (2)

  1. davide ha detto:

    lol…
     
    ma il tuo blog è meglio (o peggio… che dir si voglia!) del mio!
     
    zao ^^

  2. Maelus ha detto:

    Non è che la fata turchina era la Santanchè (in quel caso fata nerina)!!!!!

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